Allievi U17, Pontevecchio – Asd Comacchiese 1-3


A cura di Fabio Villani

« Che brutto risveglio, che brutta partita, che brutta domenica per la Pontevecchio.
Non so nemmeno se far prevalere la delusione o la rabbia per la clamorosa sconfitta in casa con la Comacchiese, squadra ferma a zero punti dopo le prime quattro partite della fase regionale eppure capace di segnare tre reti nei primi quaranta minuti di gioco a Melloni & c. e di conservare il vantaggio, nella ripresa, senza troppa fatica.
Per spiegare i motivi del passo falso odierno dei ragazzi di Mister Guidotti non basterebbe un pool di psicologi.
Sarebbe servito forse un sacerdote per esorcizzare questa giornataccia, ma l’ uomo in tonaca avrebbe probabilmente gradito di più il gioco della squadra ospite, dedita ad una difesa ad oltranza, abilissima nelle ripartenze e specializzata soprattutto su un’ infinita serie di rilanci casuali – i famosi lanci alla “viva il parroco” – purtroppo tremendamente efficaci.
Sarà un caso che la Pontevecchio ha fatto alcune “cappelle” che la famosa Sistina, al confronto, è una semplice tettoia ?..
Fatto sta che i demeriti della Pontevecchio, senza nulla togliere al meritato successo dei comacchiesi, prevalgono di gran lunga sui meriti della squadra ospite.
La Pontevecchio, infatti, non ha espresso il proprio gioco abituale, ma si adeguata al non-gioco degli avversari, finendo per esserne sopraffatta, laddove la fisicità ha prevalso sulla tecnica.
I giocatori in completo rosso scivolavano via, in attacco, ai difensori di casa come anguille del Po e si avvinghiavano a quelli di casa, con marcature strettissime in difesa, come polipi tentacolari impossibili da superare: per dirla, senza troppe metafore, arrivavano sempre prima sul pallone davanti, in mezzo e dietro, calciandolo il più lontano possibile dalla propria area.
Tutto questo fa ancora più male se si considera che dopo soli tre minuti di gara, la partita si era in realtà messa sui binari sperati.
Una bella combinazione Villani-Buzdugan, permetteva al fantasista amaranto di penetrare in area e battere in diagonale il portiere del Comacchio con un bel rasoterra.
Ma se un tiro in mischia del centravanti ospite, dopo un calcio d’ angolo respinto male, regalava al Comacchio il pareggio all’ 11° e nel giro di pochi minuti un secondo svarione collettivo (doppio liscio a centrocampo e in difesa) che consentiva al centravanti di involarsi tutto solo verso Baldi non portava al raddoppio solamente per la fretta del giocatore di concludere – debolmente – dal limite dell’ area; il treno amaranto non sembrava comunque destinato a deragliare.
Invece, in soli 5 minuti, la Comacchiese veniva gentilmente omaggiata di due gol da lasciare senza parole capotreno, ferrovieri e pendolari dell’ Alberto Mario.
Al 27°, pescato solo in area da un lungo lancio da 40 metri, il n. 7 Faraco non sbagliava l’ appoggio in rete e dopo 5 minuti (32°) si ripeteva impallinando Baldi, che perdeva in contrasto l’ uscita kamikaze a causa di un retropassaggio troppo corto di un compagno sul solito rinvio ferrarese, con un facile tiro nella porta sguarnita da venti metri.
Peccato per l’ eccessivo nervosismo scaturito da questo episodio, sul quale il Vostro cronista si astiene da commenti o giudizi (“cose da spogliatoio” le chiamano nell’ ambiente) e per un secondo tempo nel quale, pur schiacciando gli avversari nella loro metà campo, gli amaranto non riuscivano mai ad impensierire il portiere avversario.
Buzdugan e Grassano, in verità, provavano a riaprire la partita, ma il primo di testa, il secondo di destro dal limite, spedivano alto di poco.
Solo nei minuti di recupero, la Pontevecchio aveva la palla-gol tanto attesa ma la conclusione fotografa alla perfezione la giornata storta: sul tiro di Negri respinto dal portiere, Drei – uno dei pochi comunque a salvarsi dal naufragio generale – riusciva a calciare addosso ad un difensore sulla linea, da pochi passi, invece che infilare la porta vuota.
Mutuando una nota hit degli 883, “La dura legge del gol”, chi segna ha sempre ragione, onore dunque al Comacchio e l’ augurio alla Pontevecchio che vada meglio la prossima volta.
Giocando ancora così, non ci sarà, ma – questa volta la canzone è della coppia Claudia Mori-Adriano Celentano – “non succederà più”.
Ci scommetto il mio giradischi! »